giovedì 15 dicembre 2011

PUBBLICHE FALSITA'

Tempo fa l'assessore Pirola ha dichiarato ai giornali che nel GB5 in via Mazzini Falzarego, non si sarebbe più fatta la torre di 13 piani ma una da 7 piani e che i palazzi sarebbero stati da 4 piani.
Ora ci chiediamo perchè il "Sig." Pirola ha pubblicato questa notizia se poi risulta invece dalla DIA che faranno un palazzo da 11 piani e altri da 6 piani e 4 piani? Questa è la verità!
Sig. Sindaco Sig. Assessore, perchè ci avete preso in giro? è così che si fa con i cittadini? Se vi sta a cuore Garbagnate vi chiediamo ancora una volta di rivedere questo progetto, di fermare questo scempio edilizio, non solo in via Mazzini Falzarego, ma in tutta Garbagnate.

lunedì 7 novembre 2011

INCONTRO CON SINDACO E ASSESSORE

E…ANCORA UNA VOLTA


A questo punto non possiamo che dirci sconcertati e delusi… ancora una volta.
Siamo andati fiduciosi all’appuntamento con il sindaco e assessore, sabato 5 novembre, sperando di avere delle risposte e un’incontro civile e costruttivo. Abbiamo dato loro modo di prepararsi alle ns. domande scrivendole nella ns. richiesta protocollata il 20 ottobre, ma ci siamo trovati di fronte, delle figure politiche, i quali ritenevano che le risposte tecniche non gli competevano, dando delle interminabili spiegazioni su cose che sapevamo già.
Ancora una volta, sappiamo quello di cui eravamo a conoscenza e ancora una volta, il cittadino viene sminuito nel suo ruolo e nelle sue richieste.
Non sono mancati i toni polemici e offensivi da parte del sindaco che rivolgendosi al ns. consulente urbanistico che è stato “da noi invitato”, lo accusava di aver portato da lui “questa gente”, riferendosi a noi cittadini del comitato.
La libertà di pensiero e di azione è per il sindaco un’utopia ed ha investito, con la sua frase, il ns. consulente di una capacità di persuasione notevole, ma risultando di conseguenza offensiva nei ns. confronti, chiunque sia venuto in quella sede lo ha fatto da libero cittadino, con la propria volontà e senza essere condotti da nessuno.
Il comitato non è un gruppo politico non vi è nessuno che comanda, tutto ciò che abbiamo fatto finora, lo abbiamo fatto attraverso un pensiero libero e non condizionato, tanto è vero che nel ns. comitato ci sono anche persone che hanno votato per il sindaco.
Ancora una volta il ruolo di cittadino libero e pensante viene messo in discussione e, ancora una volta, si ritiene che questo non abbia diritto ad avere risposte chiare e dirette.
Non avevamo chiesto che questo, delle risposte, fornendo in anticipo le domande che avremmo fatto e…. ancora una volta ne usciamo così come siamo entrati, con la sensazione di non essere più dei cittadini ma soltanto dei fastidiosi abitanti.

Comitato Mazzini Falzarego
La Coordinatrice del Comitato Mazzini Falzarego
Maria Di Sanzo

venerdì 4 novembre 2011

LA VERITA' VIENE SEMPRE A GALLA

Le case al quadrifoglio non bastavano, ma non si sono vendute, però in via
Mazzini si costruisce nonostante tutto.

DA GARBEN TV

Foto del Comitato Mazzini-Falzarego  ARTICOLO DA GARBEN TV
Sono partiti da qualche giorno i lavori sull'area del PE11 per la realizzazione degli alloggi ALER.
Della questione non se ne era più saputo nulla da diversi mesi, ma da qualche giorno un via vai di camion ha reso le vie Falzarego e Mazzini una distesa di terra e polvere che sta dando non pochi problemi agli abitanti della zona.
Nei giorni scorsi ci è stata anche segnalata l'esalazione di cattivi odori dal cantiere che qualcuno imputava alla presenza di radici fermentate.
Sta di fatto che i lavori sono proseguiti anche ieri, giorno festivo, fino a tarda ora, ed oggi alcuni camion per rifiuti speciali si sono presentati nel cantiere a caricare del materiale, da quel momento la puzza sembra essere sparita.
I rappresentanti del Comitato Mazzini-Falzarego hanno segnalato nei giorni scorsi la presenza dei cattivi odori alle autorità competenti, Vigili urbani e Arpa in primo luoogo, e solo dopo il solito rimpallo di responsabilità i tecnici si sono presentati per i rilievi del caso.
Per ora l'area interessata è quella limitata del comparto GB5, pertanto la zona del campo nomadi non è stata ancora interessata dai lavori.
Sta di fatto che dopo le richieste degli abitanti della zona, le lettere scritte ai giornali e la nostra intervista al Comitato il Comune non si è fatto più sentire, ma forse le parole del Sindacodurante il Consiglio Comunale aperto dedicato all'argomento erano sufficientemente eloquenti.
La Coordinatrice del Comitato Mazzini-Falzarego ha chiesto un incontro con il Sindaco e l'Assessore Pirola che è stato fissato per Sabato mattina, dall'incontro il Comitato vuole avere chiarimenti sui lavori in corso ed in particolare sul progetto definitivo che sembra non essere stato ancora presentato.

giovedì 29 settembre 2011

OSSERVAZIONI ALLA VAS

Queste le nostre osservazioni sulla valutazione ambientale strategica presentata in Consiglio Comunale il 13/7/2011
Al Sig. Sindaco del Comune di Garbagnate Milanese (MI)
- Settore Tecnico, Urbanistica -
 OSSERVAZIONI AL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA

collegato al PGT del Comune di Garbagnate Milanese.      
Sulla base di quanto descritto nel Rapporto Ambientale della VAS e nella sua Sintesi Non Tecnica, noi cittadini – aderenti al Comitato Mazzini-Falzarego – riteniamo di dover esprimere il nostro compiuto dissenso verso le previsioni di Piano (come valutate dalla VAS) per le aree definite ATN 5 e ATN 6, nonché per la esclusa area denominata GB5 (esclusione per la quale esprimiamo il nostro disaccordo), elencandone qui di seguito tutte le motivazioni:
1. Citando la Sintesi Non Tecnica del Rapporto Ambientale della VAS, che recita “La VAS ha il compito di garantire la sostenibilità del piano e un elevato livello di protezione dell’ambiente, contribuendo all’integrazione della dimensione ambientale nel processo di pianificazione.”  segnaliamo che il bosco esistente non è stato tenuto nella dovuta considerazione.
Motivo dell'Osservazione:
il vigente PTCP della Provincia di Milano segnala come “area boscata (art.63)” una considerevole parte del GB5 e del ATN6 (tav.3D, Paesaggio e Ambiente). Queste aree sono definite, dal PTCP stesso all'interno delle Norme, come: ”aree ricoperte da vegetazione  arborea che per caratteristiche e collocazione assumono interesse paesistico” (…) “Tali ecosistemi rappresentano un fondamentale elemento di equilibrio ecologico ”. Per favorirne il rimboschimento viene poi segnalato che: “Il Comune, in fase di adeguamento urbanistico alle indicazioni di PTCP:
- verifica i dati conoscitivi presenti alla tavola 3;
- individua eventuali nuove aree boscate da sottoporre ad azioni di tutela.”
Appare chiaro che tale indirizzo della Provincia, cioè di valutare l'area quale “fondamentale elemento di equilibrio ecologico” non sia stato minimamente preso in considerazione, attuando dapprima un taglio del bosco (negativo soprattutto per le specie locali tutelate e non per la Robinia Pseudoacacia che ha invece forte riproduzione agamica soprattutto in caso di taglio) e, poi, considerando una edificazione intensiva dell'area stessa.
Come più volte espresso, il Comitato non si esprime negativamente verso la costruzione di edilizia sociale in tale area (GB5), ma richiede che siano prese in considerazione modalità progettuali alternative a quelle messe in campo dalla PA, sostenibili sotto il punto di vista ambientale (case basse ad alta densità e a basso consumo di suolo, note in letteratura e nella pratica corrente).
Per dare seguito a tale possibilità (e per via della stabilità demografica del Comune e per dare seguito alle più innovative linee di programmazione urbanistiche tese alla limitazione del consumo di suolo) sarebbe stato corretto – a nostro parere - limitare al minimo gli interventi inizialmente previsti dal PRG per l'intero comparto (PE11, con previsione insediativa per 92.560 mc). Invece, come di seguito segnalato, il PGT proposto dalla PA prevede l'aumento di tale previsione insediativa, con conseguenze non valutabili, nemmeno da chi preposto (si veda pag. 85 del Rapporto Amb., laddove si scrive che “Esso (l'ambito ATN6) si estende su aree attualmente agricole e boscate, pertanto la sua attuazione comporta l’incremento di superficie antropizzata in un contesto già fortemente artificializzato.”). Quale migliore presa d'atto della reiterazione e accrescimento di un evidente errore di Piano?
2. Esistenza di un Protocollo di Intesa che definisce – sostanzialmente – l'accorpamento
amministrativo degli interventi GB5, ATN 5 e ATN 6 e le loro “ripartizioni volumetriche”. Tale Protocollo, allegato a Delibera n.157/2009, è citato dal Rapporto Ambientale VAS a pagg.51 – 68 – 85.
Motivo dell'Osservazione: 
tale Protocollo – a parere degli scriventi - non può trovarsi nella condizione di definire un processo di aggregazione amministrativa e fattuale-produttiva (ciò che è in sostanza il fine del Protocollo in questione) tra un progetto definito da Piani e accordi precedenti e approvati (il GB5, di cui – tra l'altro – si richiede Valutazione di Impatto Ambientale) e piani e progetti non ancora sottoposti a Valutazione Ambientale ex-ante (e quindi non adottati e approvati).
In altre parole, nessun soggetto attuatore può – a nostro avviso – farsi carico dell'intera operazione o anche di parte di essa (anche attraverso accordi con la PA) per via del fatto che gran parte della stessa di fatto non è ancora sottoposta a nessun tipo di valutazione o deliberazione (alla sottoscrizione del Protocollo stesso) e di conseguente approvazione.
3. Area a standard non attuata, riconvertita in residenziale nella ATN 5.
Motivo dell'Osservazione: le aree a standard non attuate – per via degli effetti degli artt.9 del DPR 8 giugno 2001, n. 327 e del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo Unico Edilizia – non possono considerarsi come residenziali, come definito dal Piano e “avallato” dalla VAS (pg.68 del Rapporto), laddove “La scelta del Documento di Piano è stata quella di prevedere, ove possibile, ambiti di trasformazione in corrispondenza di tali aree di PRG non attuate, a salvaguardia dei diritti edificatori preacquisiti dai proprietari. ” (…) e quindi, nel nostro caso: “Per quanto concerne gli ambiti di nuovo impianto, per alcune aree (ATN1, ATN2, ATN4, ATN5) sono state ritenute non più idonee le previsioni a standard del PRG e quindi riconvertite ad altri usi, prevalentemente residenziali. “
Non appare infatti reale l'esistenza di diritti edificatori su tale ambito, per via dei citati articoli di
Legge. Pertanto si richiede una revisione delle scelte di Piano, in senso conservativo dei vincoli ad uso pubblico (servizi, spazi aperti o agricoli), anche con modalità innovative di attuazione (gestione da parte di società o cooperative di giovani, privati, privato-sociale, in modo da garantire tutela dell'ambiente e occupazione più stabile rispetto a singoli interventi edilizi).
4. Unificazione del tessuto urbano con l'area della Ex-Alfa Romeo.
Motivo dell'Osservazione: le scelte di Piano sopra segnalate per ATN5 e ATN6 determinano – di fatto – l'unificazione del tessuto urbano con l'area dell'attuale Ex-Alfa Romeo.
Esprimiamo forte dissenso verso questa ipotesi, non solo per via della indeterminatezza delle possibili future trasformazioni sul sedime ora ricoperto dalla storica fabbrica di automobili (cosa che peraltro è segnalata dalla stessa VAS in più punti), ma soprattutto per la seguente motivazione:
- La scelta di Piano di “cingere” - di fatto come un grande PL - la città di Garbagnate M.se entro una fascia a verde ad Est (data dal Parco Groane - esistente) ed una a Nord (con il limite dato dalla “Via del Ferro”, esistente anche senza definirne il limite) e di “consumare” qualsiasi tipo di corridoio verde centrale Nord-Sud è contro tutte le più avanzate proposte di Piano, sia italiane che estere, laddove - invece – vengono ricercate tali situazioni (corridoi ecologici ed affini) per alleviare l'effetto delle isole di calore edificate.
L'esperienza storica e pionieristica del PIM, in questo senso e ad una scala vasta, sta a dimostrare che - laddove questa strada non è stata perseguita - si sono create situazioni di eccessiva antropizzazione e di consumo del suolo (con rif. alle criticità ed agli “effetti rilevanti” individuati nella VAS riguardo il consumo di suolo, che quindi dovrebbe essere motivatamente contenuto).
Nel caso di Garbagnate, il positivo effetto ambientale del mantenimento a verde delle suddette aree sarebbe ancor più evidente, per via dell'incrocio – sino ad ora preservato – tra la via d'acqua del Villoresi e le aree verdi del bosco di via Mazzini e agricole.
Inoltre, preservare tale impianto verde è di fondamentale importanza proprio per l'indeterminatezza delle scelte progettuali sull'area Ex-Alfa Romeo.
5. Quantità di progetto.
Motivo dell'Osservazione: non appare, infine, chiara la motivazione per la quale (in assenza di incremento demografico - reale o percepito - ed all'interno di una evidente fase recessiva del mercato) si debbano aumentare – al posto di diminuire – le previsioni volumetriche su queste aree.
Come più volte detto, i sottoscritti sono completamente favorevoli all'insediamento di edilizia sociale per 35.000 mc (con le modalità sopra descritte), ed anche ad una certa quota di edilizia libera (al max ulteriori 35.000 mc) che garantisca la fattibilità economica dell'operazione, diminuendo i previsti 92.560 mc a circa 70.000 mc, per via delle sopra citate motivazioni.
Ciò a cui ci opponiamo è la incredibile “crescita” delle aree edificabili e delle volumetrie come voluta dalla PA (vedasi Protocollo di Intesa) e come di seguito descritta:
GB5 – CIMEP: 35.000 mc
ATN 6: 105.000 mc . St= 84.243. SLP prevista= 35.000 mq. Indice UT= 0,42 circa.
ATN 5: circa 30.000 mc.
per un totale di circa 165.000 mc.
Ciò non aderisce – nel modo più assoluto – alle possibilità date da “indici edificatori ridotti”, come segnalato dalla VAS. Solo per segnalare il caso più evidente: l'ATN6 ha un indice UT di 0,42, di gran lunga il più alto dell'intero territorio comunale! (si chiede, peraltro, per quale motivo tale UT non è stato inserito in tabella).
Si richiede gentilmente alla SV risposta ad ognuna delle Osservazioni qui sopra definite e, contestualmente,
porgiamo distinti saluti.

giovedì 24 marzo 2011

Benvenuti

Benvenuti nel blog del Comitato Mazzini-Falzarego, per la tutela e la qualità del territorio.
Questo è il nostro primo articolo:
Il "Comitato Mazzini-Falzarego" è nato a seguito del progetto del Comune di Garbagnate Milanese, di costruire nel quartiere una torre di 13 piani più altri palazzi di 5/6 piani.
Il Comitato ha chiesto un Consiglio Comunale aperto, presentando un progetto alternativo, che prevede un'edilizia alla ricerca di armonia con il quartiere esistente, con edifici di 2/3 piani, pur mantenendo lo stesso numero di unità abitative previste dal progetto comunale.
Durante il Consiglio Comunale del 04/02/2011 la maggioranza del centro destra che governa la ns. città ha bocciato il ns. progetto alternativo.
In questo blog Vi invitiamo a scriverci le vs. considerazioni  ed eventuali suggerimenti che possano contribuire a perseguire un risultato soddisfacente per tutti.
Da parte nostra Vi terremo aggiornati sulle iniziative che il comitato  deciderà di adottare in modo che se qualcuno vorrà collaborare sarà il benvenuto!

Cliccate sul play del lettore qui sotto per ascoltare il nostro comunicato!

Tutela e qualità del territorio: delibere su PE 11

Nel consiglio comunale aperto del 4 febbraio 2011 viene approvato l’ Odg presentato dal consigliere Soleo di cui citiamo una frase “ Il consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a recepire le proposte pervenute dal Comitato per valutarne la possibile fattibilità mantenendo gli equilibri economici necessari a garantire l’edificazione di residenza economica popolare identificato come GB5. confermando la disponibilità per un confronto partecipato riguardante il resto del comparto nell’ambito del nuovo PGT.”.
Per una Progettazione Partecipata: l'amministrazione comunale è tenuta ad informare la cittadinanza quando decide di iniziare la stesura del PGT, ad oggi non abbiamo ricevuto alcun invito, ci sarebbe piaciuto confrontarci sulla ns. proposta e su tutto quello che si edificherà nel resto del comparto.

Le dichiarazioni fatte dopo il consiglio comunale aperto e soprattutto quelle dell’ assessore Pirola sui giornali, creano una certa amarezza nei cittadini di questo quartiere, non si parla direttamente con noi ma solo attraverso articoli scritti sui giornali.
Ci chiediamo comunque come la maggioranza possa affermare che il ns. progetto, con edifici di 3 e 2 piani rispetto a quelli di 6 e 13, siano una colata di cemento?
Visto che l’assessore Pirola ha dichiarato di non aver visto il nostro progetto, come può affermare che occupa più volume rispetto a quello comunale?

In effetti il ns. progetto ha volutamente sforato dal Gb5, proprio per preservare una porzione del PE 11 ad altre speculazioni edilizie prevedendo spazi di aggregazione, come un parco giochi, orti per gli anziani, un parco, laddove questa amministrazione intende far costruire al privato, ecco perché occupa più volume. Il progetto viene supportato da 620 firme, a proposito cosa ne avete fatto?

I ns. amministratori dovrebbero prendere atto della ns. proposta, e chiedere agli architetti Aler (che sono pagati) di sviluppare un progetto, prendendo spunto dalle idee che gli abbiamo fornito con il ns. noi non siamo tenuti a farlo. Quello che noi abbiamo presentato in consiglio comunale voleva indicarvi una linea e affermare l’idea di un quartiere vivibile, in sintonia con quello esistente. La proposta di case che non superano i 3 piani, ecocompatibili, illuminate con fonti rinnovabili, avrebbero reso la vita migliore a chi non può permettersi una casa e dato risalto al comune stesso, ma si preferisce invece, farli vivere dentro enormi scatole di cemento e sappiamo bene il metodo usato per costruire case a indirizzo sociale da Aler.

Ci chiediamo perché voler creare un quartiere di queste dimensioni quando le previsioni demografiche per il futuro sono in netto calo, il comitato non ritiene necessario che vengano fatte altre costruzioni oltre il GB5, ci già sono molte case vuote e invendute in città.

Dopo tutto questo parlare di progetti ci rendiamo conto però di una grave lacuna, il progetto del comune riguardo il Gb5 e tutto il PE 11, i cittadini di Garbagnate non lo hanno mai visto, perché non è stato mai pubblicato?

Ancora una volta chiediamo

 quale strumento urbanistico si intende utilizzare?
 cosa si intende per “più ampio comparto” e dove sarebbe localizzato ?
 In base a quali parametri sarà determinato il “prezzo convenzionato” a cui verrà ceduto il terreno ?
 L’esigenza di fare un palazzo di 13 piani e altri da 6 piani, nasconde forse la volontà di creare un precedente, a vantaggio delle future simili costruzioni, in tutto il PE11 e nel territorio di Garbagnate Milanese?
Qual è la programmazione urbanistica riguardo tutto il PE11, se il privato effettuerà, edifici in altezza, quanti ne verranno costruiti? E se è proprio necessario costruire altri complessi abitativi, privati visto la considerevole percentuale di case invendute.

La ns. preoccupazione oltre all’amarezza di aver perduto un bosco bello e importante per la città, è che le previsioni edilizie di 140.000 mc, nel PE11, farà di questo quartiere uno dei più popolati della città, creando sicuramente dei grossi problemi di integrazione, di sicurezza, di viabilità e tutto quello che comporta vivere in un quartiere con queste caratteristiche, che in futuro grazie alle scelte di questa Giunta verranno a pesare sempre su noi cittadini-


Il comitato Mazzini Falzarego.

IL NOSTRO PROGETTO PER IL GB5



PROGETTO ALTERNATIVO DEL COMITATO MAZZINI FALZAREGO


Il progetto prevede molti vantaggi dal punto di vista abitativo e ambientale: un'edilizia alla ricerca di armonia con il quartiere esistente - con edifici di 2/3 piani e non palazzi di 13 e 6 piani - pur mantenendo lo stesso numero di unità abitative previste dal progetto comunale (ERP - Edilizia Residenziale Pubblica), con un bosco percorribile, un'area verde molto ampia, una piccola piazza con servizi di quartiere, un laghetto.

Queste case sfrutteranno il loro rapporto con l'ambiente: saranno ecocompatibili, riscaldate e illuminate con fonti rinnovabili, e avranno rispetto per i loro abitanti, considerando lo spazio di vicinato come un'opportunità di relazione e non una mera spesa di condominio.

Tutto ciò fa di questo progetto una validissima e forte alternativa - proposta dal nostro Comitato - nei confronti del progetto presentato dall'attuale Giunta Comunale, che invece si pone come primo passo di una vasta operazione speculativa, ai danni del territorio, della comunità e dell'ambiente.

lunedì 14 marzo 2011

Legambiente: il cemento
si sta mangiando l’Italia
Nel rapporto Ambiente Italia 2011, l'associazione del cigno lancia l'allarme. Periferie sempre più estese, arterie stradali, maxi-parcheggi e capannoni. E' come se ogni quattro mesi nascesse una nuova Milano
Il cemento si sta mangiando l’Italia, al ritmo di 10.000 ettari di territorio all’anno: ogni 4 mesi è come se nascesse una nuova Milano. Periferie sempre più estese, arterie stradali, maxi-parcheggi e capannoni. Grappoli disordinati di sobborghi residenziali e centri commerciali sorti in mezzo alle campagne. È l’ambiente nel quale vivono 6 italiani su 10.

Lombardia, Veneto e Campania guidano la classifica: cresce l’asfalto, la terra soffre, va in crisi il sistema idrogeologico. Mancano regole a tutela del suolo, aumentano i danni ambientali e i costi sociali. È il nuovo allarme lanciato dal rapporto Ambiente Italia 2011, promosso da Legambiente: insieme agli spazi verdi, spariscono ettari preziosi per l’agricoltura, che vanta un export da 26 miliardi di euro. A farla da padrone sono i palazzi: negli ultimi 15 anni si sono costruiti 4 milioni di nuove case. Ma oltre un milione di alloggi resta vuoto. E almeno 200.000 famiglie non riescono a pagare l’affitto o la rata del mutuo.

Urbanizzazione selvaggia, sempre più insostenibile. Lo rivela il rapporto realizzato in collaborazione con l’INU, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, presentato in questi giorni a Milano. Un quadro inquietante del consumo di territorio, che oltre all’ambiente mette in pericolo anche la produzione agroalimentare. Il cemento invade già 2 milioni e 350.000 ettari. Un’estensione equivalente a quella di Puglia e Molise messe insieme: il 7,6% del territorio nazionale, con 415 metri quadri per abitante. Risultato: crescono le superfici impermeabili. Già nel 2007, in città come Napoli e Milano era isolato dall’acqua il 62% del suolo. Il primato è della Lombardia, con il 14% di superfici artificiali. Seguono Veneto (11%), Campania (10,7%), Lazio ed Emilia (9%). A rischio la Sardegna, dove la cementificazione minaccia patrimoni naturali di inestimabile valore.

“Il territorio italiano si sta rapidamente metropolizzando”, afferma il presidente INU, Federico Oliva. “Alla città tradizionale si sta sostituendo una nuova città, in cui vive oltre il 60% dell’intera popolazione italiana”. Si vive in condizioni insostenibili: cementificazione, traffico congestionato, nuovi squilibri e fame di spazio pubblico. Principale imputato: la crescita incontrollata delle periferie metropolitane, che divorano ogni anno 500 chilometri quadrati di aree verdi. Un esempio? Roma, il più grande comune agricolo in Europa. Nella città eterna, i complessi residenziali in periferia hanno “mangiato” 4.384 ettari agricoli, il 13% del totale, e 416 ettari di bosco. E il peggio deve ancora arrivare: i piani regolatori di Roma e Fiumicino prevedono di consumare altri 9.700 ettari, più di quanto sia stato urbanizzato dal 1993 al 2008.

Per Paolo Pileri del Politecnico di Milano, uno dei curatori del documento, “ad essere erose sono le risorse agricole e di biodiversità, che costituiscono uno dei beni comuni più importanti”. L’Italia è in controtendenza rispetto ai paesi europei dove “sono in atto da tempo politiche ambientali ed urbanistiche incisive contro il consumo di suolo e i suoi costi sociali”. Lo sfruttamento del suolo italiano non produce “solo ferite al paesaggio”, ma “una vera e propria patologia del territorio”. Per questo Legambiente e INU hanno deciso di creare un Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS). Nella legislazione italiana “mancano ancora regole efficaci sulle facoltà di trasformazione dei suoli”, afferma il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine: “Qualunque sia la politica che una Regione attua per il governo del territorio, riteniamo irrinunciabile che essa sia confortata da un’attività di verifica e monitoraggio, oggi estremamente lacunosa”.

Molti comuni piemontesi, stanchi di vedere il proprio territorio invaso da capannoni sfitti, hanno dato vita alla Campagna nazionale Stop al consumo di territorio. “Il consumo di suolo - dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è oggi un indicatore dei problemi del Paese. La crescita di questi anni, senza criteri o regole, è tra le ragioni dei periodici problemi di dissesto idrogeologico e tra le cause di congestione e inquinamento delle città, dell’eccessiva emissione di CO2 e della perdita di valore di tanti paesaggi italiani e ha inciso sulla qualità dei territori producendo dispersione e disgregazione sociale. Occorre fare come negli altri Paesi europei, dove lo si contrasta attraverso precise normative di tutela e con limiti alla crescita urbana, ma anche con la realizzazione di edilizia pubblica per chi ne ha veramente bisogno”. Tra le abitazioni sfitte, 245.142 sono a Roma, 165.398 a Cosenza, 149.894 a Palermo, 144.894 a Torino e 109.573 a Catania. Ma il fenomeno sfugge, perché non ci sono banche dati aggiornate. E la piaga dell’abusivismo si aggiunge alle carenze di pianificazione.

venerdì 11 marzo 2011

INTERVISTA PIROLA

E' ridicolo quanto viene chiesto.
Se il cittadino dice ai propri amministratori ,"guardate che a noi non piace ciò che farete nel ns. quartiere, perchè non lo fate in questo modo?" e mostra loro un'idea,una proposta di progetto, qual'è la loro risposta? " sviluppateci un planivolumetrico, fateci un vero e proprio progetto"  ovviamente, con dei costi non indifferenti. Questa è la dimostrazione che non hanno capito proprio niente!
Gli abbiamo dato la possibilità di creare qualcosa di innovativo un nuovo standard costruttivo per le case a edilizia popolare basato sull'integrazione di tecnologie e materiali che assicurano un'elevata qualità abitativa e una notevole riduzione dei consumi energetici. Certo il comitato potrebbe anche farlo, se il comune fosse interessato, ma come già detto nessuno ci ha mai contattato per discuterne, eppure gli abbiamo presentato 620 firme e abbiamo allegato la ns. proposta, da quando bisogna sviluppare un vero e proprio progetto per essere ascoltati?